Liturgia delle Ore
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  • Data di prima pubblicazione sul Web:
    9 Aprile 2010

  • Data ultima modifica:
    2010-05-28 20:21


Non solo la preghiera nella vita,
ma la vita nella preghiera

   Il beato Alberione affermava che la preghiera è come il cibo che mangiamo, ma anche come l'aria che respiriamo. Due don Venanzio Floriano sspimmagini - cibo e aria - che devono farci riflettere. Di solito mangiamo almeno tre volte al giorno; e se pensiamo all'aria, non cessiamo di respirare mai, neppure di notte quando dormiamo. L'uomo che non prega, si vota alla morte interiore. Inoltre la preghiera matura la persona in modo integrale. Ora ogni essere razionale si esprime e cresce a tre livelli:

  • è persona, e quindi deve crescere nel rispetto di uno spazio di libertà personale e nel rispetto dei suoi ritmi di crescita che sono diversi l'uno dall'altro. Ognuno deve avere una vita personale per crescere come persona;
  • è inserito in una società, che è quella familiare anzitutto, e poi quella civile. Questo comporta scelte e rinunzie, vantaggi e svantaggi. Vivendo con altri, dobbiamo imparare a decidere nulla sulla base di ciò che mi piace, ma di ciò che costruisce e aiuta la convivenza;
  • fa parte di una comunità ecclesiale, che è quella della propria fede. L'inserimento è importante, perché nella comunità ecclesiale apprendiamo che qui non abbiamo una stabile dimora e che tutti siamo in cammino verso la patria. Questa appartenenza ci assicura i mezzi per non deviare da questo cammino, che termina con la vita eterna.

   Quindi, perché lo sviluppo sia umanamente equilibrato, cioè avvenga secondo i criteri che Dio ha stabilito facendoci "a sua immagine e somiglianza", occorre che la nostra crescita sia illuminata e rafforzata dalla preghiera. Ogni modalità di crescita comporta un modo di pregare che non va disatteso:

    1) preghiera personale: è quella che facciamo da soli con Dio, a tu per tu, preferibilmente non usando formule, ma portando nella preghiera la nostra vita, le nostre gioie e le nostre sofferenze. È il dialogo intimo che si instaura tra Dio e ciascuno di noi, in cui Dio parla a ciascuno di noi come se esistessi io solo.

    2) preghiera comunitaria: è quella che due o più persone decidono di fare trovandosi assieme. Anche questa è un'esigenza fondamentale, perché, dovendo convivere sempre con il prossimo, questa forma di preghiera ci apre ai bisogni dell'altro, ci fa uscire dal nostro egoismo. Appartiene a tale forma la recita del Rosario, le varie pratiche di pietà che la Chiesa suggerisce, anche la preghiera spontanea.

    3) preghiera ecclesiale o liturgica: questa è molto importante, perché ci aiuta a rapportarci bene con le persone e le cose di questa terra. I momenti qualificanti di questa preghiera sono la celebrazione dell'Eucaristia, l'ascolto della Parola, l'ascolto della sua spiegazione, la Liturgia delle Ore. Su quest'ultima soffermo la riflessione perché ne comprendiate l'importanza.

La Liturgia delle Ore

   Alla preghiera comunitaria e liturgica si applica il detto di Gesù: «In verità vi dico: se due di voi sopra la terra si accorderanno (= mettersi d'accordo) per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18, 20). Un potere di intercessione molto grande!
    Occorre, però, aver chiara la differenza di efficacia dei vari tipi di preghiera. Mentre la preghiera personale e quella comunitaria è “preghiera a Cristo”, quella liturgica è “preghiera di Cristo”. Che cosa significa? Nella Liturgia delle Ore, così pure nella Celebrazione eucaristica, lo strumento della nostra preghiera è la Parola di Dio in modo preponderante; ed è quella Parola che Cristo stesso ha pregato durante la sua vita terrena.
   Scrive Paolo VI nella Costituzione apostolica “Laudis canticum”: «Questa preghiera riceve la sua unità dal cuore di Cristo... Avviene, perciò, che la preghiera della Chiesa è insieme “la preghiera che Cristo con il suo Corpo rivolge al padre”. Mentre dunque recitiamo l'Ufficio, dobbiamo riconoscere l'eco delle nostre voci in quelle di Cristo e quelle di Cristo in noi» (n. 8).
   Per questo «la Liturgia delle Ore... non è un'azione privata, ma appartiene a tutto il Corpo della Chiesa, lo manifesta e influisce in esso. La sua celebrazione ecclesiale è posta nella sua più piena luce - e per questo è sommamente consigliata - quando la compie la Chiesa locale con il proprio vescovo, circondato dai presbiteri e dai ministri; in essa è veramente presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica, apostolica» (Principi e norme per la Liturgia delle Ore, n. 20).
   1) Quindi, la Liturgia delle Ore è “preghiera di Cristo”. Quando recitate le Lodi o i Vespri, sia personalmente che come coppia o comunità, non solo pregate Dio, ma Cristo prega in voi il Padre; e il suo Spirito intercede per voi presso il Padre con gemiti che non si possono spiegare a poarole (cf Rm 8, 26). «Nel cuore di Cristo, la lode di Dio risuona con parole umane di adorazione, propiziazione ed intercessione. Tutte queste preghiere, il Capo della nuova umanità e Mediatore tra Dio e gli uomini, le presenta al Padre a nome e per il bene di tutti» (Principi e norme per la Liturgia delle Ore, n. 3).
Se poi pensiamo che i Salmi sono stati la preghiera di Cristo stesso nella fedeltà alla vita religiosa del tempo, ogni volta che li recitiamo possiamo risentire la voce di Gesù che continua a pregare nel nostro cuore.

2) Ed è anche preghiera della Chiesa. Il che significa che la Chiesa viva, fatta di voci oranti, continua la preghiera di Cristo. Sant'Agostino, sempre luminoso nelle sue riflessioni, nel commentare il Salmo 85 scrive: «...Quando pregando parliamo con Dio, non per questo separiamo il Figlio dal Padre e quando il Corpo del Figlio prega non separa da sé il proprio Capo, ma è lui stesso unico Salvatore del suo Corpo, il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, che prega per noi, prega in noi ed è pregato da noi. Prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo, è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo dunque in lui le nostre voci e le sue voci in noi» (Commento al Salmo 85).
La stessa celebrazione dell'Eucaristia «viene preparata ottimamente mediante la Liturgia delle Ore, in quanto per suo mezzo vengono suscitate e accresciute le disposizioni necessarie alla sua fruttuosa celebrazione» (Principi e norme per la Liturgia delle Ore, n. 12).
Pertanto, sia dalla recita privata delle Lodi e dei Vespri, sia da quella comunitaria, i fedeli «possono ottenere una santificazione larghissima per mezzo della parola salvifica di Dio. Di afflato e ispirazione biblica sono permeate le altre preci, orazioni e canti» (Principi e norme per la Liturgia delle Ore, n. 14). Per questo le letture e le preghiere della Liturgia delle Ore costituiscono una fonte di vita cristiana.
Questa riflessione risvegli in voi il desiderio di recitare ogni giorno nella comunità ecclesiale o come coppia le Lodi al mattino, i Vespri alla sera e, possibilmente, prima di andare a letto la Compieta.
Il Magistero stesso invita i parroci perché «curino che i fedeli siano invitati e siano istruiti con opportuna catechesi a celebrare in comune, specialmente nei giorni di domenica e di festa, le parti principali della Liturgia delle Ore. Insegnino loro ad attingere da questa partecipazione un autentico spirito di preghiera, e perciò con un'idonea formazione li guidino a comprendere i salmi in senso cristiano, in modo da condurli a poco a poco a gustare e a praticare sempre più la preghiera della Chiesa» (Principi e norme per la Liturgia delle Ore, n. 23).
È quello che cerchiamo di operare con voi nei giorni di Esercizi spirituali e nei ritiri mensili, momenti di grazia straordinari.